Situazione ciclica

Secondo John Kennedy Toole, quando viene al mondo un genio lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui.

Nikolai Dmitrievich Kondratiev fu sicuramente un genio. Senza calcolatori né intelligenza artificiale, elaborò la teoria delle onde e vide cicli che altri non potevano nemmeno immaginare. Venne fucilato dal regime di Stalin il 17 settembre 1938.

Piccolo recap: i cicli di Kondratiev dividono la vita economica in un macrociclo della durata di circa 60 anni. Il macrociclo, a sua volta, si articola su 4 onde chiamate, per immediatezza divulgativa, stagioni: primavera, estate, autunno e inverno. Ciascuna stagione dura dai 12 ai 17 anni a seconda della portata delle rivoluzioni tecnologiche interne alla stagione stessa.

Con i minimi di ottobre 2022 di azionari e metalli preziosi — e soprattutto con la discesa dei bond che in quell'anno mise in estrema difficoltà il core dell'asset management mondiale — ritenevo che fosse iniziata la fase di transito dalla primavera all'estate di Kondratiev. Gli eventi successivi sembrano aver confermato questa mia ipotesi.

L'estate nella teoria delle onde è un periodo di reflazione. La reflazione porta con sé tensioni sui tassi, rialzi importanti sulle materie prime e sui metalli preziosi, conflitti e tensioni geopolitiche, volatilità sulle azioni e inflazione in aumento.

Chi volesse approfondire questi aspetti, chi sono e il mio approccio, può farlo qui.

Mercati

L'indice S&P 500 è passato da 6.370 punti ai 7.178,87 punti toccati il 28 aprile 2026 — all-time high dell'indice più importante al mondo. Si tratta di un rialzo di quasi il 14% in 19 giorni di borsa aperta.

Mi accade spesso in questi giorni di leggere analisti e gestori che ritengono assurdo e ingiustificato questo rialzo dell'azionario mondiale. Non entro nel merito. Mi limito a far notare che i prezzi non di rado riflettono la realtà meglio di molte analisi, inclusa questa.

Il rialzo in corso ricorda molto da vicino quello del 1963, che fece da preludio al mercato toro del 1964/65. Non è un caso, a parer mio, che quel rimbalzo sia caduto nel terzo anno dell'estate di Kondratiev. Dopo un paio di mesi di salita il mercato corresse per poi salire in modo robusto per un anno e mezzo.

La storia non fa sempre rima, ma questa sarà la mia mappa nei prossimi mesi.

Il rimbalzo in corso è maturo ed esposto a una correzione, verosimilmente nella seconda parte dell'anno. In caso di correzione fra il 7 e il 12%, aumenterò la mia esposizione sull'azionario.

Analisi volatilità
⚠ Questa sezione contiene riferimenti tecnici al mercato delle opzioni. Chi preferisce può saltare direttamente alla sezione successiva senza perdere il filo. Non gliene vorrò.

L'indice VIX ha chiuso ogni settimana di marzo sopra i 25 punti — livello storicamente elevato — con picchi nel durante oltre i 35 punti. Si tratta del terzo livello più elevato degli ultimi 4 anni. Il rialzo azionario di aprile ha portato rapidamente la volatilità sotto i 20 punti.

In parole semplici: la tempesta è passata, il mercato torna navigabile, ancorché a vista.

Al di là di possibili spike nelle prossime settimane — dovuti alla sensibilità del mercato al flusso di notizie — a maggio mi aspetto chiusure settimanali di VIX comprese fra i 15 e i 25 punti. Scenario coerente con la vendita di opzioni OTM, coperte solidamente con wing lato put, lasciando parzialmente scoperta la parte call da coprire molto lontano con esborsi infinitesimali per la sola gestione dei margini overnight.

Maggiori dettagli nel report settimanale dedicato all'operatività in opzioni.

Geopolitica finanziaria

La capacità offshore dell'Isola di Kharg all'inizio del blocco di Hormuz era di circa 13 milioni di barili. Ad oggi, secondo le fonti più pessimiste come TankerTrackers sarebbe esaurita; secondo la National Iranian Oil ammonterebbe a meno di 2 milioni. Quale che sia la realtà, parliamo di riserve esaurite o prossime all'esaurimento. Le riserve offshore non sono più un asset per la Repubblica Islamica.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato la loro uscita da OPEC e OPEC+. Nonostante l'apparente rasserenarsi della situazione bellica, le tensioni sui prezzi del petrolio continueranno. Un Brent stabilmente sopra i 90 dollari porta con sé pressioni inflattive importanti, con ricadute considerevoli sui tassi di interesse e sui corsi dei bond.

Il canarino nella miniera

Come detto sopra, gli UAE sono usciti dal gruppo OPEC. Non è un caso che tale decisione, che cambia un paradigma durato oltre mezzo secolo, sia giunta subito dopo l'apertura da parte degli stessi Emirati di una importante linea di finanziamento swap settimanale presso la Fed.

In genere queste linee di finanziamento sono mensili o addirittura trimestrali. Quando la durata si accorcia segnala mancanza di liquidità del debitore.

Se uno stato solido come gli Emirati accorcia la duration, guarderei con più di un sopracciglio alzato ad alcuni vicini meno illibati come Qatar e soprattutto Kuwait. Parallelamente, un restringimento della liquidità potrebbe mettere in ulteriore difficoltà il settore del private credit di cui abbiamo parlato in questa stessa sezione qualche tempo fa.

Se uscisse che anche altri stati si sono aggiunti a questi swap corti o, peggio, se la duration passasse da settimanale a giornaliera, probabilmente avremmo il trigger per la correzione azionaria di cui al capitolo mercati.

Portafoglio
Posizione Peso Aperta il Entrata Attuale P&L % Note
Long WEAT 5% 18.11.2025 549,05 640,38 +16,6%
Long BTC 10% 28.03.2026 65.350 76.200 +16,6%
} Short ETH 5% 28.03.2026 2.008 2.277 −13,4% Spread con BTC
Long FTMIB 10% 10.04.2025 34.275 47.890 +39,7%
Long RTY 10% 15.05.2025 2.075 2.775 +33,7%
Liquidità 60%
P&L medio ponderato portafoglio +8,9%
P&L anno in corso +12,22%
P&L dall'inizio (12.01.2023) +89,23%